Ostuni si pone come meta di confine della Puglia del centro-sud. La città è punto di incontro e di confine tra la pianura salentina, la Valle d’Itria e le Murge e si erge su un territorio lievemente collinare che scivola verso la costa del posto. Un luogo di ibridazioni morfologiche e culturali, città impreziosita da una storia tumultuosa e che la rende ancora più ricca e affascinante.

Ostuni, la storia, le storie

Le narrazioni sulla città di Ostuni cominciano già 40.000 anni fa, quando le prime popolazioni di nomadi Messapi iniziarono a scegliere le grotte che cingono il perimetro ostunese come sito di accampamento. Oggi la città dispone di un parco archeologico e naturalistico con annesso museo, il parco di Santa Maria d’Agnano, sito di enorme rilevanza storica che dona alla città un velo di suggestione esoterica.

Ostuni fu provincia romana di riferimento, conobbe le lotte per il predominio della roccaforte, la vittoria dei bizantini al disgregarsi dell’Impero Romano d’Occidente, e poi si lasciò conquistare dai Normanni dopo aver scacciato ostrogoti, longobardi e saraceni. Fu quindi la volta degli Svevi, degli Angioini e quindi degli Aragonesi, che dotarono la città di strutture militari che ancora oggi resistono e sono incluse nell’offerta turistica di una città dall’appeal enorme.

Sotto il dominio degli Asburgo la città subì numerosi attacchi dall’esercito ottomano, per poi passare nelle mani della famiglia Zevallos, che la acquistò da Filippo IV approfittando dell’emorragia di denaro della Corona a causa dell’estenuante Guerra dei Trent’Anni. Lì Ostuni conobbe il dramma della peste ma si salvò grazie alla calce che ricopre quasi totalmente di bianco gli edifici del suo centro storico e che fanno sì che il borgo sia conosciuto come la Città Bianca.

Oggi ogni hotel e b&b a Ostuni può contare su un flusso di turisti costante, generato da un borgo antico che è storia trasversale, viva e intensa delle popolazioni che concorsero a inserire tasselli in un mosaico di storia, natura e arte. La città è un fiorire di monumenti religiosi come la Basilica della città e la Chiesa di San Vito Martire, di architetture civili come Palazzo Siccoda e il palazzo Ducale dei Zevallos e di opere militari come le mura che giungono ancora in parte il centro.

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