Sardegna la tragedia che si poteva evitare

alluvione sardegnaUn’altra volta l’Italia è a lutto per una calamità naturale, quella che è accaduta in Sardegna.

In Sardegna hanno perso la vita ad almeno 17 persone, tra cui 4 bambini. Tanti ci diranno che quello che ha devastato la Sardegna è stato un evento climatico estremo; che si è trattato di una tragedia imprevedibile e che non poteva essere affrontata. Dopo il cordoglio si passerà allo stato d’emergenza per i territori colpiti dalle bombe d’acqua e, infine, tutto tornerà come prima, con la politica che ricomincerà a battagliare sulle dimissioni della Cancellieri o sulla decadenza di Berlusconi. Come scrive Antonio Barone sul suo blog dell’Huffington Post Nel Paese delle tragedie climatiche servono i fatti, non il cordoglio le risorse per il la difesa del suolo sono come i carri armati di Mussolini vengono spostati da un capitolo all’altro del bilancio.

Sempre come scrive Barone “Possibile che mentre la gente muore annegata a causa delle bombe d’acqua si preferisca buttare una quindicina di miliardi per comprare i caccia bombardieri F-35, invece che investire quelle risorse nella messa in sicurezza del territorio? In Italia i fondi per la difesa del suolo sono sempre stati un po’ come “i carri armati di Mussolini”. Di volta in volta vengono spostati di qua e di là per alimentare l’effetto annuncio di qualche provvedimento: dopo qualche giorno si perdono nei corridoi del CIPE o s’incastrano nelle maglie del Patto di stabilità che ne impedisce, in molti casi, l’utilizzo. Quando non vengono dirottati, come successe nel 2008, per finanziare provvedimenti di tutt’altro genere come – ad esempio – la copertura per l’abolizione dell’Ici promessa, da Berlusconi, in campagna elettorale”.

Ad ogni tragedia come quella in Sardegna corrisponde il solito canovaccio: uno stato di calamità che costerà al Paese 10 volte di più di quanto sarebbe costata la prevenzione. Anche in Sardegna. Non sarebbe il caso di smetterla di parlare in politichese cominciare a pensare a ricostruire l’Italia?

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